Mario la donna dei mari neri

Liberamente ispirato a “Le sedie” di Eugène Ionesco; con Vincenzo Borrelli e Vincenzo Attanasio.

Si è trattato di un’opera che è riuscita a conservare alcuni tratti morbidi della pièce originale: ‘l’isola che non c’è’ del drammaturgo rumeno è diventa quindi per il regista ed attore sangiorgese metafora di una città, Napoli, che rinasce, dopo l’apocalisse, grazie ad un messaggio di speranza affidato ad un misterioso ed atteso oratore. Due personaggi, che vivono su un’isola, preparano freneticamente ‘le sedie’ per alcuni ospiti invisibili nell’attesa di ascoltare un oratore al fine di acquisire le scoperte inerenti, probabilmente, al senso della vita e quindi di carpirne piani per migliorare l’umanità.

Gli ospiti invitati sono tutte le persone del mondo: la loro invisibilità, assieme a molti altri elementi, fa presupporre che si tratti di un mondo post-apocalittico. Il più anziano, ad esempio, parla della distruzione di una metropoli, ricordo ormai sbiadito, tanto da non riuscire a ricordarne più neanche il nome.

È stato senza dubbio di uno spettacolo delicato ed elegante che ha riscosso un grande successo di pubblico ed ha reso Eugène Ionesco sicuramente ancora molto attuale grazie ad una regia estremamente raffinata che ha saputo unire la sfera emozionale alla tecnica. Poesia, solitudine, attesa ed allo stesso tempo disattesa, sono stati questi gli elementi chiave dell’opera in cui ci rispecchiamo un po’ tutti.

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