Una radura verde smeraldo

La pièce riporta la memoria ai tempi del nazismo e ai campi di sterminio. “Una radura verde smeraldo” è un volo di fantasia che atterra sulla cruda realtà  della storia mondiale. Due speleologi (Antonio Guido e Viviana Guida) ritrovano un bunker dove anni prima sono stati eseguiti degli esperimenti mai denunciati. In questo luogo il Führer voleva popolare il suo verde e rigoglioso Eden, sperimentando sui corpi, studiare i difetti delle razze inferiori, per realizzare la sua idea di perfezione. Proprio in questa radura Hitler incontra se stesso, il suo delirio, la sua esaltazione, la sua sfida con Dio. “Ma un Dio può avere un Dio?…E il suo Dio, chi era?” questo è l’interrogativo che pone l’autore, che aggiunge “Ho partecipato a questo progetto perché credo che in questo periodo di oscurantismo e di falsi ideali, le nuove generazioni non possono ignorare, dimenticare gli occhi malvagi di un uomo che ha seminato la morte: gli occhi di Hitler”.

Regia di Vincenzo Borrelli, testo di Pasquale Ferro.

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