Vita, miserie e quasi morte di Mackie Messer

In una Metropoli senza spazio e senza tempo si mette in scena la lotta per la sopravvivenza, la debacle e il salvataggio in extremis del delinquente e uomo d’affari, Mackie Messer. In un universo brulicante di miserabili, furfanti e prostitute, lo strozzino e finto benefattore umanitario Gionata Geremia Peachum cerca di consegnare al boia lo sgradito genero Mackie Messer, che gli ha portato via la figlia Polly. Vano tentativo, però: imprigionato dopo colpi di scena, tradimenti e fughe, Mackie, già sulla forca e con il cappio al collo, vedrà provvidamente ribaltato il proprio destino.

“In questa pièce priva di quasi tutte le canzoni, – scrive il regista Vincenzo Borrelli nelle note – la mia idea di messa in scena deve seguire i cambiamenti della società e del mondo. Non più malavita e mendicanti, ma malavita e organizzazioni umanitarie, quindi come Brecht voleva mostrare e sottolineare l’impressionante analogia fra lo spietato mondo malavitoso e il non meno spietato mondo degli affari. La mia idea è che la forza di questo testo si possa adattare ai cambiamenti dell’interesse economico. Molte cose cambiano, ma intrighi, interessi, corruzione, ipocrisia, cinismo e amoralità no. Diventa sempre più difficile dimostrare la bontà dell’essere umano, certamente non è questa pièce che dà la risposta giusta, ma racconta quello che accade ogni giorno sotto i nostri occhi. Noi non siamo la Verità, noi cerchiamo di tenere un occhio puntato sulla Verità. Semplice e terribile”

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